Pensare al futuro in tempi di crisi implica assumersi la responsabilità politica e pedagogica di immaginare mondi altri e trasformare le strutture sociali cristallizzate. In questo scenario, si propone di assumere gli studi sulla “temporalità queer” come lente teorica per ripensare la progettazione educativa. A partire dalle teorie queer antisociali, la temporalità queer decostruisce l’idea di sviluppo lineare, progressivo e normativo, rendendo visibili le esclusioni prodotte da dispositivi educativi fondati su ideali eterosessuali e capitalisti. L’obiettivo è esplorare come questa prospettiva possa informare una pedagogia queer intesa come pratica critica e progettuale capace di abitare le contraddizioni, accogliere l’instabilità e valorizzare il fallimento come spazio di possibilità. Progettare a partire dalla temporalità queer significa costruire collettivamente futuri non prescrittivi, attraversabili da tutti i corpi e le soggettività. In questa direzione, la progettazione educativa si configura come un atto politico e trasformativo, capace di aprire spazi e tempi altri in cui immaginare, desiderare e sperimentare nuove forme di esistenza.
Colli Vignarelli, S. (2025). La pedagogia queer. Un posizionamento pedagogico in divenire per immaginare futuri possibili. CIVITAS EDUCATIONIS, 14(2 (dicembre 2025)), 87-105 [10.7413/2281-9568141].
La pedagogia queer. Un posizionamento pedagogico in divenire per immaginare futuri possibili
Colli Vignarelli, S
2025
Abstract
Pensare al futuro in tempi di crisi implica assumersi la responsabilità politica e pedagogica di immaginare mondi altri e trasformare le strutture sociali cristallizzate. In questo scenario, si propone di assumere gli studi sulla “temporalità queer” come lente teorica per ripensare la progettazione educativa. A partire dalle teorie queer antisociali, la temporalità queer decostruisce l’idea di sviluppo lineare, progressivo e normativo, rendendo visibili le esclusioni prodotte da dispositivi educativi fondati su ideali eterosessuali e capitalisti. L’obiettivo è esplorare come questa prospettiva possa informare una pedagogia queer intesa come pratica critica e progettuale capace di abitare le contraddizioni, accogliere l’instabilità e valorizzare il fallimento come spazio di possibilità. Progettare a partire dalla temporalità queer significa costruire collettivamente futuri non prescrittivi, attraversabili da tutti i corpi e le soggettività. In questa direzione, la progettazione educativa si configura come un atto politico e trasformativo, capace di aprire spazi e tempi altri in cui immaginare, desiderare e sperimentare nuove forme di esistenza.| File | Dimensione | Formato | |
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