Nell’ambito della collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “R. Massa” (Università di Milano-Bicocca) e la Divisione Servizi Educativi del Comune di Torino, il percorso formativo testimoniato ha visto la realizzazione di attività di formazione rivolte a professionisti dei servizi educativi e ai componenti dell’Ufficio Qualità del Comune di Torino. Il percorso, dalla durata di due anni, si è avvalso di metodologie inclusive, esperienziali e partecipative, nell’affondo di tematiche considerate nodali per lo sviluppo di una professionalità educativa che sappia farsi sostegno per un progetto di transizione ecologica sensibile ai cambiamenti ecologici, sociali in atto. A tal fine, il Manifesto Una scuola (Antonacci & Guerra, 2018) ha rappresentato il principale framework teorico e metodologico di riferimento. Nato con l’intento di promuovere una cultura trasformativa e inclusiva della forma scuola (Massa, 2013), il Manifesto è un invito a leggere i contesti educativi e formativi come attraversati da 5 assi pedagogici fondanti – Incontri, Stili, Contesti, Linguaggi, Possibilità. Gli assi sono da intendersi come dimensioni strutturali e come rete di significati, strettamente integrati, dove ogni snodo rimanda all’altro in modo reciproco (Antonacci & Guerra, 2024). In questa prospettiva, se la formazione implica una trasformazione dell’esistente, cambiare uno di questi assi significa dunque, implicitamente, modificare anche gli altri. Con l’obiettivo di accompagnare e sostenere i professionisti nella rilettura critica delle pratiche educative messe in campo (Mortari, 2003) e implementare le competenze e l’attitudine all’osservazione dei contesti educativi (Sclavi, 2003), nella formazione presentata, sono state proposte attività immersive legate a specifici ambienti formativi, affinché nell’esperienza dei luoghi possano svilupparsi nel tempo significativi legami soggettivi (Payne & Wattchow, 2008; Persico, Guerra & Galimberti, 2024). Caratterizzata da un approccio esperienziale-esplorativo (Reggio, 2010; Smith, 2011; Guerra, 2019) a mediazione espressivo-corporeo (Ferri e Schiavone, 2022), la formazione si è concentrata su una progettualità aperta e inclusiva (Schiavone, 2024), caratterizzata da un’attitudine alla ricerca intesa come disposizione a stare in ascolto, osservazione e dialogo con le cose del mondo (Guerra, 2019). La dimensione della progettazione, tutt’altro dall’essere mera prassi didattica volta a preordinare e confezionare esperienze, si è fatta processo di ricerca condiviso (Pastori, 2017; Martini et al., 2020; Antonacci & Guerra, 2022), capace di tenere insieme la complessità dell’evento formativo (Torre, 2023). In questa direzione, le attività proposte sono andate nella direzione di promuovere una progettazione pedagogica intesa come postura, per disporsi come professionisti della formazione con un’attitudine curiosa, attiva e critica nei confronti dei contesti educativi.
Ferri, N., Schiavone, G. (2025). Coltivare possibilità di sguardo. Cinque assi per la formazione dei formatori. In M. Parricchi, P. Malavasi (a cura di), Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale (pp. 336-341). Lecce : Pensa MultiMedia.
Coltivare possibilità di sguardo. Cinque assi per la formazione dei formatori
Ferri, N.;Schiavone, G.
2025
Abstract
Nell’ambito della collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “R. Massa” (Università di Milano-Bicocca) e la Divisione Servizi Educativi del Comune di Torino, il percorso formativo testimoniato ha visto la realizzazione di attività di formazione rivolte a professionisti dei servizi educativi e ai componenti dell’Ufficio Qualità del Comune di Torino. Il percorso, dalla durata di due anni, si è avvalso di metodologie inclusive, esperienziali e partecipative, nell’affondo di tematiche considerate nodali per lo sviluppo di una professionalità educativa che sappia farsi sostegno per un progetto di transizione ecologica sensibile ai cambiamenti ecologici, sociali in atto. A tal fine, il Manifesto Una scuola (Antonacci & Guerra, 2018) ha rappresentato il principale framework teorico e metodologico di riferimento. Nato con l’intento di promuovere una cultura trasformativa e inclusiva della forma scuola (Massa, 2013), il Manifesto è un invito a leggere i contesti educativi e formativi come attraversati da 5 assi pedagogici fondanti – Incontri, Stili, Contesti, Linguaggi, Possibilità. Gli assi sono da intendersi come dimensioni strutturali e come rete di significati, strettamente integrati, dove ogni snodo rimanda all’altro in modo reciproco (Antonacci & Guerra, 2024). In questa prospettiva, se la formazione implica una trasformazione dell’esistente, cambiare uno di questi assi significa dunque, implicitamente, modificare anche gli altri. Con l’obiettivo di accompagnare e sostenere i professionisti nella rilettura critica delle pratiche educative messe in campo (Mortari, 2003) e implementare le competenze e l’attitudine all’osservazione dei contesti educativi (Sclavi, 2003), nella formazione presentata, sono state proposte attività immersive legate a specifici ambienti formativi, affinché nell’esperienza dei luoghi possano svilupparsi nel tempo significativi legami soggettivi (Payne & Wattchow, 2008; Persico, Guerra & Galimberti, 2024). Caratterizzata da un approccio esperienziale-esplorativo (Reggio, 2010; Smith, 2011; Guerra, 2019) a mediazione espressivo-corporeo (Ferri e Schiavone, 2022), la formazione si è concentrata su una progettualità aperta e inclusiva (Schiavone, 2024), caratterizzata da un’attitudine alla ricerca intesa come disposizione a stare in ascolto, osservazione e dialogo con le cose del mondo (Guerra, 2019). La dimensione della progettazione, tutt’altro dall’essere mera prassi didattica volta a preordinare e confezionare esperienze, si è fatta processo di ricerca condiviso (Pastori, 2017; Martini et al., 2020; Antonacci & Guerra, 2022), capace di tenere insieme la complessità dell’evento formativo (Torre, 2023). In questa direzione, le attività proposte sono andate nella direzione di promuovere una progettazione pedagogica intesa come postura, per disporsi come professionisti della formazione con un’attitudine curiosa, attiva e critica nei confronti dei contesti educativi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Ferri-2025-Educazione Territori Natura-VoR.pdf
accesso aperto
Tipologia di allegato:
Publisher’s Version (Version of Record, VoR)
Licenza:
Creative Commons
Dimensione
7.52 MB
Formato
Adobe PDF
|
7.52 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


