La capacità del paesaggio urbano di mantenere e rigenerare il proprio capitale naturale dipende in larga misura dalla qualità delle decisioni di pianificazione prese in fase di trasformazione. Nei progetti di rigenerazione urbana questa sfida è particolarmente attuale: la compresenza di obiettivi ecologici, sociali, culturali e infrastrutturali richiede approcci sistemici capaci di rendere esplicite le relazioni causali tra pressioni, valori territoriali e strategie di intervento. Tuttavia, i metodi consolidati di valutazione ambientale quali VIA e VAS tendono a descrivere gli impatti attesi senza rappresentarne le catene causali. Con queste metodologie anche quando vengono integrati i servizi ecosistemici, la loro analisi rimane spesso disconnessa dal sistema causale del progetto e separata dall'analisi degli stakeholder, impedendo così di chiarire chi beneficia di cosa e attraverso quale meccanismo. Questo contributo propone l'operativizzazione degli Open Standards for the Practice of Conservation (CMP) come quadro analitico per la valutazione integrata di un intervento complesso di rigenerazione urbana pluriennale. Il framework collega esplicitamente valori ambientali e culturali del paesaggio (Conservation Targets), pressioni dirette (Direct Threats), fattori strutturali sottostanti (Contributing Factors) e strategie di intervento, rendendone visibili le relazioni causali attraverso un Situation Model e catene di risultato sviluppate in Miradi. Il caso di studio è l'Unità di Esecuzione Marvila-Beato, un'area brownfield di circa 279.000 m² sul fronte fluviale di Lisbona. Il framework è stato applicato attraverso l'analisi sistematica dei principali strumenti pianificatori, con codifica degli elementi del modello causale e verifica dell'affidabilità inter- rater. La Situation Analysis è stata integrata con: (i) un'analisi di salienza degli stakeholder secondo il framework Mitchell (Power, Legitimacy, Urgency), condotta tramite questionario semi-strutturato; (ii) una valutazione spazialmente esplicita dei servizi ecosistemici pre e post-intervento, basata su classificazione BioHab e matrice esperta CCDR-LVT (metodo Burkhard), sviluppata in QGIS. I risultati mostrano come il framework renda esplicite relazioni causali implicite che regolano il contesto attuale, e fornisca un utile strumento di gestione adattativa esplicitando le future catene causali principali. Inoltre l'integrazione tra salienza degli stakeholder e beneficiari dei servizi ecosistemici permette di chiarire la struttura di governance del Progetto, assistere il decisore nella definizione delle priorità strategiche e nella selezione di indicatori di monitoraggio post-intervento. Il contributo mostra come anche strumenti nati in ambito conservazionistico possano essere adattati a contesti di pianificazione del paesaggio urbano complessi, sostenendo processi decisionali fondati su una rappresentazione trasparente del capitale naturale, dei servizi ecosistemici e dei loro beneficiari.
Asnaghi, E., Canedoli, C., Loupa-Ramos, I., Padoa-Schioppa, E. (2026). Conservation Standards come strumento per la pianificazione urbana integrata: Un'applicazione al caso della rigenerazione Marvila-Beato (Lisbona). Intervento presentato a: Congresso SIEP-IALE “VERSO UN APPROCCIO ECOSISTEMICO ALLA PIANIFICAZIONE AMBIENTALE. INTERAZIONI TRA CAPITALE NATURALE, PAESAGGIO, E QUALITA’ DELLA VITA” - 30 giugno – 2 luglio 2026, Ancona, Italia.
Conservation Standards come strumento per la pianificazione urbana integrata: Un'applicazione al caso della rigenerazione Marvila-Beato (Lisbona)
Asnaghi, Emanuele
Primo
;Canedoli,Claudia;Padoa-Schioppa, EmilioUltimo
2026
Abstract
La capacità del paesaggio urbano di mantenere e rigenerare il proprio capitale naturale dipende in larga misura dalla qualità delle decisioni di pianificazione prese in fase di trasformazione. Nei progetti di rigenerazione urbana questa sfida è particolarmente attuale: la compresenza di obiettivi ecologici, sociali, culturali e infrastrutturali richiede approcci sistemici capaci di rendere esplicite le relazioni causali tra pressioni, valori territoriali e strategie di intervento. Tuttavia, i metodi consolidati di valutazione ambientale quali VIA e VAS tendono a descrivere gli impatti attesi senza rappresentarne le catene causali. Con queste metodologie anche quando vengono integrati i servizi ecosistemici, la loro analisi rimane spesso disconnessa dal sistema causale del progetto e separata dall'analisi degli stakeholder, impedendo così di chiarire chi beneficia di cosa e attraverso quale meccanismo. Questo contributo propone l'operativizzazione degli Open Standards for the Practice of Conservation (CMP) come quadro analitico per la valutazione integrata di un intervento complesso di rigenerazione urbana pluriennale. Il framework collega esplicitamente valori ambientali e culturali del paesaggio (Conservation Targets), pressioni dirette (Direct Threats), fattori strutturali sottostanti (Contributing Factors) e strategie di intervento, rendendone visibili le relazioni causali attraverso un Situation Model e catene di risultato sviluppate in Miradi. Il caso di studio è l'Unità di Esecuzione Marvila-Beato, un'area brownfield di circa 279.000 m² sul fronte fluviale di Lisbona. Il framework è stato applicato attraverso l'analisi sistematica dei principali strumenti pianificatori, con codifica degli elementi del modello causale e verifica dell'affidabilità inter- rater. La Situation Analysis è stata integrata con: (i) un'analisi di salienza degli stakeholder secondo il framework Mitchell (Power, Legitimacy, Urgency), condotta tramite questionario semi-strutturato; (ii) una valutazione spazialmente esplicita dei servizi ecosistemici pre e post-intervento, basata su classificazione BioHab e matrice esperta CCDR-LVT (metodo Burkhard), sviluppata in QGIS. I risultati mostrano come il framework renda esplicite relazioni causali implicite che regolano il contesto attuale, e fornisca un utile strumento di gestione adattativa esplicitando le future catene causali principali. Inoltre l'integrazione tra salienza degli stakeholder e beneficiari dei servizi ecosistemici permette di chiarire la struttura di governance del Progetto, assistere il decisore nella definizione delle priorità strategiche e nella selezione di indicatori di monitoraggio post-intervento. Il contributo mostra come anche strumenti nati in ambito conservazionistico possano essere adattati a contesti di pianificazione del paesaggio urbano complessi, sostenendo processi decisionali fondati su una rappresentazione trasparente del capitale naturale, dei servizi ecosistemici e dei loro beneficiari.| File | Dimensione | Formato | |
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