L’articolo analizza il mutamento del progetto politico di Donald Trump tra il primo e il secondo mandato, interpretandolo come il passaggio da una logica populista a una fase post-populista e autoritaria. Se nel primo periodo il discorso politico era centrato sulla contrapposizione tra «popolo» ed élite, nel secondo emerge una concezione del potere fondata sulla centralità del leader e sulla delegittimazione di tutti i poteri che ne limitano l’azione. In questo quadro assume un ruolo cruciale il rapporto tra potere, verità e conoscenza. A partire dall’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, il contributo indaga la trasforma-zione del regime epistemico contemporaneo, segnato dalla cosiddetta «post-verità», in cui la distinzione tra vero e falso perde rilevanza pubblica. Si sostiene tuttavia che la fase attuale vada oltre la post-verità, configurandosi come una strategia attiva di manipolazione e ri-scrittura della realtà che investe media, scienza e istituzioni democratiche. Riprendendo le riflessioni di Hannah Arendt, l’articolo evidenzia i rischi di tale deriva per la democrazia e sottolinea il valore della difesa della verità fattuale come forma essenziale di resistenza politica.
Serughetti, G. (2026). Potere e verità nella svolta autoritaria del secondo Trump. LA RIVISTA DELLE POLITICHE SOCIALI(1/2026), 103-112.
Potere e verità nella svolta autoritaria del secondo Trump
Serughetti, G
2026
Abstract
L’articolo analizza il mutamento del progetto politico di Donald Trump tra il primo e il secondo mandato, interpretandolo come il passaggio da una logica populista a una fase post-populista e autoritaria. Se nel primo periodo il discorso politico era centrato sulla contrapposizione tra «popolo» ed élite, nel secondo emerge una concezione del potere fondata sulla centralità del leader e sulla delegittimazione di tutti i poteri che ne limitano l’azione. In questo quadro assume un ruolo cruciale il rapporto tra potere, verità e conoscenza. A partire dall’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, il contributo indaga la trasforma-zione del regime epistemico contemporaneo, segnato dalla cosiddetta «post-verità», in cui la distinzione tra vero e falso perde rilevanza pubblica. Si sostiene tuttavia che la fase attuale vada oltre la post-verità, configurandosi come una strategia attiva di manipolazione e ri-scrittura della realtà che investe media, scienza e istituzioni democratiche. Riprendendo le riflessioni di Hannah Arendt, l’articolo evidenzia i rischi di tale deriva per la democrazia e sottolinea il valore della difesa della verità fattuale come forma essenziale di resistenza politica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


