La prefazione presenta la proposta di legge per la piena e buona occupazione come un progetto politico e culturale volto a ricostruire il nesso tra lavoro, democrazia e dignità della persona. Muovendo dalla constatazione che precarietà, disuguaglianze e insicurezza rappresentano oggi una minaccia strutturale alla cittadinanza democratica, il testo sostiene che il lavoro non possa essere considerato una semplice variabile economica, ma debba essere riconosciuto come fondamento dell'identità individuale, della partecipazione sociale e della libertà sostanziale. La proposta legislativa, promossa dalla Società Italiana di Teoria Critica e maturata nell'ambito del Seminario Permanente di Filosofie del Lavoro coordinato da Laura Pennacchi e Giorgio Fazio, nasce da un percorso interdisciplinare che intreccia riflessione filosofica, ricerca scientifica e impegno civile. Attraverso il confronto con la tradizione della Teoria Critica, con il pensiero di Marx, Arendt e Habermas e con l'approccio delle capabilities di Amartya Sen e Martha Nussbaum, il lavoro viene reinterpretato come bene comune e come principio ordinatore della convivenza democratica. Il testo evidenzia l'urgenza di politiche pubbliche capaci di promuovere un'occupazione stabile, qualificata e socialmente utile, investendo nella formazione, nella ricerca, nella transizione ecologica e digitale, nei servizi pubblici e nella cura, con particolare attenzione a giovani e donne, tra i soggetti maggiormente esposti alla precarietà e alle discriminazioni. L'obiettivo è superare una concezione meramente compensativa del welfare per costruire uno Stato sociale orientato allo sviluppo delle capacità umane, alla giustizia sociale e alla partecipazione democratica. Richiamandosi ai principi della Costituzione italiana, in particolare agli articoli 1 e 3 e all'insegnamento di Piero Calamandrei, la prefazione interpreta la piena e buona occupazione come condizione essenziale per realizzare l'uguaglianza sostanziale e rendere effettiva la democrazia. La proposta di legge viene così presentata non solo come uno strumento normativo, ma come un progetto di trasformazione sociale volto a restituire centralità al lavoro quale fondamento della Repubblica e della cittadinanza democratica.
Calloni, M. (2026). Lavoro, democrazia, trasformazione. Perché una proposta di legge per la piena e buona occupazione.. In L. Pennacchi, G. Fazio (a cura di), Lavoro democratico. Una legge per “La piena e buona occupazione, in particolare per giovani e donne” (pp. 5-12). Roma : Castelvecchi.
Lavoro, democrazia, trasformazione. Perché una proposta di legge per la piena e buona occupazione.
Calloni, M
2026
Abstract
La prefazione presenta la proposta di legge per la piena e buona occupazione come un progetto politico e culturale volto a ricostruire il nesso tra lavoro, democrazia e dignità della persona. Muovendo dalla constatazione che precarietà, disuguaglianze e insicurezza rappresentano oggi una minaccia strutturale alla cittadinanza democratica, il testo sostiene che il lavoro non possa essere considerato una semplice variabile economica, ma debba essere riconosciuto come fondamento dell'identità individuale, della partecipazione sociale e della libertà sostanziale. La proposta legislativa, promossa dalla Società Italiana di Teoria Critica e maturata nell'ambito del Seminario Permanente di Filosofie del Lavoro coordinato da Laura Pennacchi e Giorgio Fazio, nasce da un percorso interdisciplinare che intreccia riflessione filosofica, ricerca scientifica e impegno civile. Attraverso il confronto con la tradizione della Teoria Critica, con il pensiero di Marx, Arendt e Habermas e con l'approccio delle capabilities di Amartya Sen e Martha Nussbaum, il lavoro viene reinterpretato come bene comune e come principio ordinatore della convivenza democratica. Il testo evidenzia l'urgenza di politiche pubbliche capaci di promuovere un'occupazione stabile, qualificata e socialmente utile, investendo nella formazione, nella ricerca, nella transizione ecologica e digitale, nei servizi pubblici e nella cura, con particolare attenzione a giovani e donne, tra i soggetti maggiormente esposti alla precarietà e alle discriminazioni. L'obiettivo è superare una concezione meramente compensativa del welfare per costruire uno Stato sociale orientato allo sviluppo delle capacità umane, alla giustizia sociale e alla partecipazione democratica. Richiamandosi ai principi della Costituzione italiana, in particolare agli articoli 1 e 3 e all'insegnamento di Piero Calamandrei, la prefazione interpreta la piena e buona occupazione come condizione essenziale per realizzare l'uguaglianza sostanziale e rendere effettiva la democrazia. La proposta di legge viene così presentata non solo come uno strumento normativo, ma come un progetto di trasformazione sociale volto a restituire centralità al lavoro quale fondamento della Repubblica e della cittadinanza democratica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


