Il saggio -all'interno del volume "Montagne in movimento. Metodi e pratiche di ricerca nelle terre alte" a cura di Campagna A., Nocentini C., Porcellana V. (a cura di), 2022Ogliastro Cilento, Licosia Edizioni- analizza il territorio come un "soggetto vivente ad alta complessità"(Magnaghi 2010: 157) esplorando le diverse sfide poste nella contemporaneità, come la globalizzazione e lo spopolamento delle aree montane e rurali. Mediante la prospettiva territorialista, il contributo propone di considerare il patrimonio territoriale non come un oggetto statico da tutelare in modo nostalgico, ma come una "biblioteca" dinamica di pratiche e conoscenze da riattualizzare nel presente. Il testo sottolinea l'importanza della conoscenza e coscenza dei paesaggi culturali e il ruolo delle "comunità patrimoniali" (ispirandosi alla Convenzione di Faro) nel riconoscere il territorio come un bene comune di cui prendersi cura. In conclusione, la riflessione punta a promuovere nuove forme di cittadinanza attiva e modalità di abitare che ricostruiscano un rapporto autentico con l'ambiente, trasformando le situazioni di marginalità in campi di possibili sperimentazioni per il futuro.
Volta, M. (2022). L’esperienza dei luoghi. Una riflessione sul valore patrimoniale dei territori. In Campagna A, Nocentini C., Porcellana V (a cura di), Montagne in movimento. Metodi e pratiche di ricerca nelle terre alte (pp. 145-156). Ogliastro Cilento : LICOSIA Contaminazioni.
L’esperienza dei luoghi. Una riflessione sul valore patrimoniale dei territori
Volta M.
2022
Abstract
Il saggio -all'interno del volume "Montagne in movimento. Metodi e pratiche di ricerca nelle terre alte" a cura di Campagna A., Nocentini C., Porcellana V. (a cura di), 2022Ogliastro Cilento, Licosia Edizioni- analizza il territorio come un "soggetto vivente ad alta complessità"(Magnaghi 2010: 157) esplorando le diverse sfide poste nella contemporaneità, come la globalizzazione e lo spopolamento delle aree montane e rurali. Mediante la prospettiva territorialista, il contributo propone di considerare il patrimonio territoriale non come un oggetto statico da tutelare in modo nostalgico, ma come una "biblioteca" dinamica di pratiche e conoscenze da riattualizzare nel presente. Il testo sottolinea l'importanza della conoscenza e coscenza dei paesaggi culturali e il ruolo delle "comunità patrimoniali" (ispirandosi alla Convenzione di Faro) nel riconoscere il territorio come un bene comune di cui prendersi cura. In conclusione, la riflessione punta a promuovere nuove forme di cittadinanza attiva e modalità di abitare che ricostruiscano un rapporto autentico con l'ambiente, trasformando le situazioni di marginalità in campi di possibili sperimentazioni per il futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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