Questo contributo esplora il ruolo delle tecnologie digitali nei piccoli musei etnografici, con particolare riferimento al Museo Etnografico dell'Alta Brianza (MEAB) a Galbiate, Lecco. Attraverso un’indagine etnografica condotta tra il 2023 e il 2024 come parte del mio percorso di dottorato, la ricerca analizza come gli strumenti digitali abbiano facilitato la partecipazione dei volontari, la collaborazione a distanza e la co-creazione del patrimonio culturale attraverso la realizzazione di una mostra e la creazione di un gruppo che sta proseguendo il suo lavoro insieme al museo. Tuttavia, l’adozione di infrastrutture digitali solleva interrogativi sulle disuguaglianze di accesso e sulla sostenibilità a lungo termine di questi processi. Attraverso lo sguardo della Actor-Network Theory (Latour, 2005), lo studio evidenzia come le tecnologie non siano semplici strumenti, ma attori che influenzano le dinamiche sociali e istituzionali, ridefinendo non solo le modalità di trasmissione del patrimonio, ma diventando esse stesse nodi di una rete di relazioni significative nelle quali i volontari, il museo e i patrimoni sono inseriti. Di fronte al senso di incertezza legato alle difficoltà del passaggio generazionale nei musei locali, che ha fornito il materiala per il documentario, è emersa la prospettiva del museo come spazio di cura sociale (Morse, 2021) che ha messo in luce il ruolo affettivo delle relazioni tra volontari, istituzione e oggetti. In un contesto in cui i musei sono chiamati a ripensare le proprie pratiche in chiave più inclusiva e partecipativa, il paper riflette sulle potenzialità e i limiti della digitalizzazione come strumento di democratizzazione culturale. In che modo le tecnologie possono favorire un maggiore pluralismo nei processi di patrimonializzazione? Quali sono i rischi legati alla dipendenza da infrastrutture digitali esterne? Attraverso il caso del MEAB, questo contributo mira a offrire spunti di riflessione sulle sfide e le opportunità della trasformazione digitale nei musei etnografici, contribuendo al dibattito su partecipazione, mediazione e sostenibilità dei patrimoni culturali.
Lazzaroni, R. (2025). Tecnologie digitali e piccoli musei etnografici: partecipazione, cura esostenibilità. Intervento presentato a: Pluralismo, partecipazione, ricerca,restituzione: i ruoli dell'antropologianei patrimoni culturali - 12-13 GIUGNO 2025, Firenze, Italia.
Tecnologie digitali e piccoli musei etnografici: partecipazione, cura esostenibilità
Lazzaroni, R
2025
Abstract
Questo contributo esplora il ruolo delle tecnologie digitali nei piccoli musei etnografici, con particolare riferimento al Museo Etnografico dell'Alta Brianza (MEAB) a Galbiate, Lecco. Attraverso un’indagine etnografica condotta tra il 2023 e il 2024 come parte del mio percorso di dottorato, la ricerca analizza come gli strumenti digitali abbiano facilitato la partecipazione dei volontari, la collaborazione a distanza e la co-creazione del patrimonio culturale attraverso la realizzazione di una mostra e la creazione di un gruppo che sta proseguendo il suo lavoro insieme al museo. Tuttavia, l’adozione di infrastrutture digitali solleva interrogativi sulle disuguaglianze di accesso e sulla sostenibilità a lungo termine di questi processi. Attraverso lo sguardo della Actor-Network Theory (Latour, 2005), lo studio evidenzia come le tecnologie non siano semplici strumenti, ma attori che influenzano le dinamiche sociali e istituzionali, ridefinendo non solo le modalità di trasmissione del patrimonio, ma diventando esse stesse nodi di una rete di relazioni significative nelle quali i volontari, il museo e i patrimoni sono inseriti. Di fronte al senso di incertezza legato alle difficoltà del passaggio generazionale nei musei locali, che ha fornito il materiala per il documentario, è emersa la prospettiva del museo come spazio di cura sociale (Morse, 2021) che ha messo in luce il ruolo affettivo delle relazioni tra volontari, istituzione e oggetti. In un contesto in cui i musei sono chiamati a ripensare le proprie pratiche in chiave più inclusiva e partecipativa, il paper riflette sulle potenzialità e i limiti della digitalizzazione come strumento di democratizzazione culturale. In che modo le tecnologie possono favorire un maggiore pluralismo nei processi di patrimonializzazione? Quali sono i rischi legati alla dipendenza da infrastrutture digitali esterne? Attraverso il caso del MEAB, questo contributo mira a offrire spunti di riflessione sulle sfide e le opportunità della trasformazione digitale nei musei etnografici, contribuendo al dibattito su partecipazione, mediazione e sostenibilità dei patrimoni culturali.| File | Dimensione | Formato | |
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